Foto non mia, me l&039;ha girata un amico.Ha sicuramente più di 50, forse 60 ed un portamento da perfetta milanese.Non vorrebbe essere lì, in mezzo al volgo ma le tocca e fa di tutto per non esserne toccata.L&039;unico scambio che ha è con il cellulare, il resto del mondo non esiste, e anche quello viene quasi solo sfiorato come se fosse un contatto eccessivoLa cover parla per lei: ODIO TUTTI!
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Foto non mia, me l&039;ha girata un amico.Ha sicuramente più di 50, forse 60 ed un portamento da perfetta milanese.Non vorrebbe essere lì, in mezzo al volgo ma le tocca e fa di tutto per non esserne toccata.L&039;unico scambio che ha è con il cellulare, il resto del mondo non esiste, e anche quello viene quasi solo sfiorato come se fosse un contatto eccessivoLa cover parla per lei: ODIO TUTTI!

![marciapiède (non com. marciapièdi) s. m. [dal fr. marchepied (comp. di marcher«camminare» e pied «piede»), che ora significa «predellino»]. Parte della sede stradale riservata al transito dei pedoni, per lo più ai fianchi della strada, rialzata o altrimenti delimitata: salire, stare, camminare sul m.; m. stretto, largo; strada senza marciapiede. In alcune locuz. indica per antonomasia il luogo dove si esercita la prostituzione: donna da m., prostituta (e uomo da m., omosessuale che si prostituisce); battere il m., esercitare la prostituzione. pedóne s. m. [der. del lat. pes pedis«piede»]. – 1. a. Chi cammina a piedi: tempo… che sappiamo esser brevissimo, ed al sicuro non è più di quello, nel quale un p. cammina due passi (Galilei); ogni volta che il baroccio aveva raggiunto qualche p., si barattavan domande e risposte (Manzoni). Con partic. riferimento al traffico cittadino: strada riservata ai p.; dare la precedenza ai pedoni. Coglioni quelli che hanno parcheggiato cosìparcheggimilanesiparcheggiosulmarciapiede milaneseimbruttito perchèiosonoioevoinonsieteuncazzo](https://pollodigomma.org/wp-content/uploads/2018/04/30086509_1225737987563699_3962646172861988864_n-150x150.jpg)